sabato 24 marzo 2007

La prima lezione




Ci siamo.


Io e Rossana attraversiamo Tokyo di fretta sino all'Hombu, vado alla mia prima lezione, quella delle 15.00 con il M° Kuribayashi. Abbiamo appuntamento alle 14.30 con il mio Insegnante , Andrea Re d'ora in poi Andrea, che si trova in Giappone anche lui per visitare il M° Goro Hatakeyama, Katori Shinto Ryu, e praticare Aikido all'Hombu. La concomitanza della sua presenza è casuale avendo deciso questo viaggio molto tempo fa, noi invece dopo essere stati accettati all'Academy abbiamo dovuto lasciare di fretta l'economicissimo, spaziosissimo e meraviglioso posto dove stavamo a Bali per precipitarci a trovare na sistemazione a Tokyo. Comunque sono contento che ci sarà anche lui. E infatti non c'è. Mi registro e lo aspetto fino alle 3 meno 10. Niente. Non voglio fare tardi per cui pazienza, e mi fiondo al 3° piano per cambiarmi. Mi fiondo e mi sfiondo immediatamente perchè al 3° piano non c'è nessuno ! panico...che abbia sbagliato tutto ?
Ridiscendo e chiedo dov'è il 3° piano...ma al secondo naturalmente ! poi mi hanno spiegato che i giapponesi considerano già 1° piano il pianterreno. Ora ci sono ! mi fiondo nello spogliatoio, dove regna un'atmosferina sul glaciale silenzioso, cerco un armadietto per cambiarmi e...mi sfiondo ( stà diventando un abitudine questa !) fuori dallo spogliatoio, senza una moneta da 100 yen niente armadietto. Trovata la moneta finalmente mi rifiondo a cambiarmi, saranno le 14.58, e bello cambiato esco da dove sono entrato, errore madornale ! infatti vedo una ragazza entrare nel dojo e salutare e faccio lo stesso ma appena messo in seiza in fondo alla classe mi si avvicina un gonnato, occidentale, che mi dice con fare ieratico che da dove sono entrato io entrano solo le donne ed i Sensei. E che caspita...capirete che quando la lezione inizia sono già stremato.

( la faccia sofferente dice tutto)


Comunque, il M° Kuribayashi mostra una tecnica, un kokyu-nage da katatedori e cominciamo. Un giapponese con qualche dan sui 45 anni mi sceglie lui e mi toglie dall'imbarazzo. La pratica va bene, non ho neanche il tempo di emozionarmi in effetti, il mio partner è paziente e inizio a divertirmi.


Il Giapponese suda come una fontana e quasi mi supera, sono un famoso 9° Dan di Sweat-Aikido, ma grazie a Dio mi funziona almeno una cosa nella giornata, il mini asciugamano che mi sono portato e che tengo nel keikogi mi salva. La prima cosa che mi colpisce è l'intensità della pratica, quello che io volevo e cercavo. Si pratica in silenzio, 4 volte per uno, e non ci sono interruzioni. A terra e hop ! in piedi subito ad attaccare, dò qualche occhiata in giro e vedo che quello è il ritmo generale, si usa meno forza e velocità nella tecnica singola per cercare invece più precisione e fluidità su tutta la sessione. Poi questo fatto di praticare con un solo partner per un'ora intera è veramente efficace. Chiunque ti trovi davanti, capace o incapace, antipatico o scorbutico, non ha importanza devi fare lo sforzo di armonizzarti con lui, per la semplice ragione che se non lo fai rischi di buttare nel cesso un'ora di pratica. Non avere scelte a volte è molto educativo credo.
Va tutto bene sino a quando non inizio a notare delle macchiette di sangue sparse per tutta l'area dove stiamo praticando. Da dove arrivano ? entrambi ci scrutiamo le mani e le braccia, ma non c'è niente poi mi guardi i piedi...azz, si sono aperte sul collo e la caviglia di entrambi i piedi delle forti abrasioni. Ci mancava questa, mi ritiro in seiza fuori dal tatami ed il mio partner fà lo stesso. Gli indico le macchie e cerco di spiegare che non ho assolutamente nessuna intenzione di sporcare quell'immacolato tatami. Lui mi guarda e fà ( con una perfidia che capirò solo qualche giorno dopo ) - No problem, after they clean - ah vabbè se è così andiamo avanti. La lezione finisce con Kokyu-o, ed il M° Kuribayashi viene a farmi vedere come fare. L'unica cosa che capisco è che mi sposta senza nessun apparente sforzo. Poi il mio partner si porta la mano verso hara e mi indica di spostare quello in avanti senza pensare alla braccia. Bello comunque.

Finalmente la lezione finisce, sono stremato ( a parte tutto un'ora a questi ritmi è tanto, almeno per me) ma contento e vado a testare le famose docce ghiacciate dell'Hombu....lo sono veramente !!!

Due parole sulle foto: farle è stata un'improvvisazione del momento, due giorni dopo però lo stesso M°Kuribayashi è andato da Rossana ( che non pratica adesso aspetta l'inizio dell'Academy) a chiederle se aveva il permesso. Da lì in poi abbiamo mollato immediatamente il colpo, non ne vale la pena, anche se il luogo è molto bello e mi sarebbe piaciuto avere qualche immagine del M° Endo. Ma tant'è...

Gambatte ne

2 commenti:

Andrea ha detto...

Sono felice che siate lì. Siamo tutti con voi. tutto il Dojo vi saluta e attende notizie fresche ogni volta.
A presto sul web e su skype.

Anonimo ha detto...

imparato molto