mercoledì 28 marzo 2007

Endo finalmente.




Partiamo dall’inizio: siamo fuori dall’Hombu io, Rossana ed Andrea che chiacchieramo perché siamo arrivati un po’ in anticipo quando noto un signore anziano (sic!) con borsello e giacca ed ombrello che sta per entrare dall’ingresso. Diamine, è lui Seishiro Endo…ed io l’ho preso per un pensionato. Ci scambiamo un cenno veloce di saluto eppoi entra. Mi piace molto quest’aria assolutamente normale che ha, anche se sarà dopo nel dojo che si scatenerà. Entriamo. ci cambiamo ed iniziamo a scaldarci. Alle tre spaccate, con una puntualità tipica qui,dove l’insegnante aspetta sulle scale che sia l’ora esatta per cominciare, il M° Endo entra ed inizia la lezione. Gli fa da uke il M° Kuribayashi, lo stesso che dopo pochi minuti vieterà a Rossana di fare alcuna foto con nostro grande dispiacere.
Comunque eccomi qua ad osservare da vicino chi su youtube ha un video con questo commento : “This is what Aikido should be”.
In verità non volevo venire a questa lezione, mi avevano detto che molto affollata, troppo affollata, e la ritenevo forse troppo avanzata per me. Mi sono sbagliato, c’è folla ma non troppa, e nonostante abbia intuito solo l’1% di ciò che Endo ha mostrato ne sono uscito contento. Ho ascoltato gli amici del forum di Aikido che molto saggiamente mi hanno riportato all’ordine, essere qua e non andare alla lezione di Endo è un’offesa al buon senso aikidoistico, visto che per assistere ai suoi stage in Europa bisogna perlomeno andare fuori dall’Italia.

Iniziamo con kokyunage ed è impressionante come il braccio di Endo frusti uke con una scioltezza assoluta e senza apparente sforzo. Come quasi tutti i M° che insegnano nelle classi regular, ma lui ancora di più, insiste nel mostrare il controllo su uke, si direbbe che lo ascolta mentre lo tiene sospeso in posizione precarie e quando trova la situazione giusta lo proietta. Ma la sensazione è che la proiezione finale non sia un fine, appunto, come spesso mi capita di vedere sul tatami, ma solo la naturale conseguenza dello squilibrio che ha imposto ad uke. A parole forse sembra difficile da spiegare, ma visto dal vivo risulta più chiaro. Spesso poi capita che invece di proiettare verso la testa improvvisamente Endo tagli verso il basso, verso il centro di uke, credo, mandandolo a sedere.
Per l’occasione non voglio strafare. Affronto l’esperienza di allenarmi tutti i giorni con molta prudenza, non ci sono ancora abituato, e volutamente evito qualsiasi partner che mi comunichi un intenzione aggressiva, e ce ne sono, prefendo chi sembra aver voglia di lavorare con attenzione piuttosto, come dice sempre negli stage di Katori il M° Hatakeyama : “Keiko piano piano con precisione”.
Mi ritrovo a praticare con un ragazzo dai lineamenti orientali che erroneamente prendo per giapponese, salterà fuori che è norvegese di origini coreane !
All’inizio sembra essere molto teso, ci mette un po’ troppa forza di braccia, ma quando passiamo a Katatedori shihonage va nel pallone e capisco che un principiante ancora più di me, così gli dò qualche dritta e diventiamo amici immediatamente. Cerco di provare ad imitare, apposta, il modo rilassato di Endo ma non è per nulla facile. Mi viene in mente quello che mi diceva il M° Raineri ad un suo stage ad Imperia quest’inverno: secondo Hosokawa, e anche lui, se si vuole far funzionare Kokyunage al di là dell’esecuzione didattica Tori deve stare attaccato, a contatto strettissimo con uke per poterlo veramente “sentire” e quindi poterlo squilibrare e guidare ad di là della sua intenzione di cooperare. Ecco rimanendo più vicino al ragazzo coreano, pur nella semplice imitazione, la cosa funziona un po’di più e mi diverto a far mulinare il mio braccio come Lui. Mi diverto anche, lo confesso, perchè per la prima volta pratico con uno che ne sà meno di me ed pò mi rilasso.

Devo dire che durante la lezione è molto buffo, divertito e divertente il modo di lavorare di Endo. Sorride spesso, gira tra i praticanti con fare allegro e non lesina battute, in giapponese va da sé. Il modo di muoversi è però del tutto differente da quello che ho visto nei video dell’All Japan Aikido Demonstration, dove è molto composto e compatto, qui ricorda assolutamente Yamaguchi per quel poco che ho potuto vedere, che sembrava quasi barcollare, piegava la schiena con noncuranza nelle chiusure, e non dava assolutamente l’idea di star facendo un arte marziale. E non è certo così a giudicare dal suo allievo. Ad un certo punto Endo si avvicina alla nostra zona per mostrare kokyunage ai praticanti, tutti si fermano e si mettono in cerchio come è d’obbligo per gardare e... chiama me. Ahimè ( o anche azz!). Prima di tutto: Endo sarà anche piccolino, non userà la forza muscolare ma anche lui ha in dotazione un polso mica da ridere. Lo afferro katatedori e dopo il tenkan mi ritrovo sedere per terra con ancora in mano il suo polso…non ho capito se o cosa abbia sbagliato, ma pazienza il beginner ha dei jolly in più da giocare. La seconda volta gli rimango attaccato e lui gentilmente mi proietta via. Fine della trasmissione, ma è stato bellissimo in qualche modo :- )

C’è anche tempo per un piccolo incidente. Endo chiama fuori uno spilungone olandese per ikkyo su yokomenuchi, si chiama Case ed è il primo che mi abbia rivolto la parola all’Hombu Dojo di sua sponte. Alla seconda ripetizione Case si ferma con la faccia dolorante, sembra essersi fatto alla spalla. Endo lo accompagna a bordo tatami e lo lascia lì, ma dopo 5 minuti ritorna e cerca di mimare a Case il suo errore. Nel girare dopo l’attacco ha piegato la schiena in avanti senza abbassarsi con le gambe. Endo chiama fuori un gonnato e facendogli da uke gli mostra cosa va fatto. Riesco anche a sentire cosa dice Endo a Case in un sussuratissimo inglese a proposito del piegare la schiena in quel modo- This way we feel nothing, we don’t need this when uke”- comunque finisce tutto.
Fuori dal dojo Case mi conferma che è stata colpa sua, pur avendo il M° accelerato improvisamente la tecnica lui dice di non essere stato pronto. Adesso sta andando da un chiropratico accompagnato da Gianfranco un italiano che stà da molto in Giappone. Sulla faccia di Case ho visto l’incubo che sotto sotto hanno tutti quelli che vengono qui per allenarsi per un breve periodo: farsi male e perdere tutto questa abbondante offerta di keiko ad alto livello.

La lezione comunqe mi ha soddisfatto e apprezzo l’atmosfera rilassata che Endo crea attorno a sé quando insegna. Alla fine ho deciso che una lezione difficile alla settimana me la permetterò, e quindi il mercoledì d’ora in poi la parola d’ordine sarà una sola: Endo Sensei…

3 commenti:

Daniele ha detto...

bello bello! questo blog mi fa venire voglia di partire subito, mannaggia! di endo sensei mi ricordo un paio di lezioni su ushiro ryote dori e su shomenuchi. in particolare su shomenuchi ikkyo mi colpì davvero l'assenza di impatto tra il suo braccio e quello di uke. credo sia stata la prima volta che ho visto uno shomenuchi ikkyo che fosse davvero "aiki" e non il solito suicidio forza-contro-forza. bravo simone, continua così. ci si vede probabilmente ad agosto, allora!
ganbatte kudasai e mi raccomando "piano piano con precisione"!!!
daniele

aiki kid ha detto...

Bellissimo il tuo blog! Continua a farci sognare i dojo giapponesi con i tuoi report.

Andrea ha detto...

Si, all' Hombu quando mi ha chiamato se ti ricordi, lo avevo sempre alle spalle, non c'era velocità che potessi raggiungere che lo mettesse in difficoltà. Veramente notevole questo uomo!